Una poesia contro i pregiudizi sulla DISLESSIA

 

CHE VUOI CHE SIA LA DISLESSIA

di Germana Bruno

Ogni cervello è più unico che raro,

è fatto ad arte ed è straordinario,

un meccanismo fine ed accurato

che per ognuno è stato progettato.

Per quanto il tuo sembri uguale al mio,

quello che ho ce l’ho soltanto io,

col mio cervello io comprendo il mondo

e pur se è per tutti grande e tondo,

lo vedo e sento in modo mio speciale

che non è mai a quello di altri uguale.

Capita che mi scappi una vocale,

che il suono suo non riesca a ricordare,

che vada a destra invece che a sinistra,

che nel parlare io abbia qualche svista.

Certi cervelli fan cose in un momento,

ma anch’io in altre, sai, sono un portento,

sono creativo, geniale e ho fantasia,

smonto e rimonto nella maniera mia.

Io, come tutti, posso cambiare il mondo,

il mio cervello non è ad altri secondo,

funziona certo in modo un po’ diverso,

ma grandi cose può fare lui lo stesso.

Che cosa vuoi che sia la dislessia,

non è di certo una malattia

e quello che invece è da curare

sono quegli occhi che non la san guardare.

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